Italia. Le staminali guariscono il piccolo Luca
dalla talassemia, ma…
In una fase dello scontro, tutto italiano, tra
"staminali adulte vs staminali embrionali", si e' verificato un episodio
che la dice lunga sullo status attuale della situazione legislativa e
della ricerca italiana. Il 6 settembre viene rilanciata una notizia,
una bella notizia. "Le cellule staminali del sangue placentare di due
gemelli hanno guarito dalla talassemia il fratellino di 5 anni. E'
accaduto presso l'oncologia pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia
dove e' stato effettuato il trapianto, il primo al mondo con queste
caratteristiche". Poi arrivano i dettagli illustrati in una conferenza
stampa alla presenza del ministro della Salute, Girolamo Sirchia,
presso il Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti del
Policlinico di Milano presso la cui 'Cell Factory' e' stato amplificato il
numero delle staminali ricavate dalla placenta di uno dei due
gemelli. Quello effettuato a Pavia, come ha spiegato il professor
Franco Locatelli, direttore dell'oncoematologia pediatrica
dell'IRCCS San Matteo, e' "il primo trapianto di sangue cordonale, in
Italia, dopo procedura di espansione in vitro". La particolarita' che lo
rende unico al mondo deriva dal fatto che per il trapianto sono state
utilizzate due unita' di sangue placentare. Una di esse, prelevata da uno
dei gemelli, non manipolata perche' ricca di staminali; l'altra, ricavata
dalla placenta dell'altro fratellino, meno ricca di staminali, prima del
trapianto e' stata invece sottoposta per 15 giorni a una procedura di
amplificazione del numero di cellule presso la 'Cell Factory' 'Franco
Calori' dell'IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. "Un
risultato storico -lo definisce il ministro Sirchia- che apre interessanti
prospettive per il trapianto di staminali nell'adulto", perche' grazie a
questa procedura e' stato possibile ottenere informazioni di straordinaria
utilita' sul contributo delle cellule sottoposte a procedura di
espansione, per la ricostituzione delle componenti del sangue del
paziente.
Avrebbe potuto fermarsi qua, invece il ministro ha deciso
di tirare un colpo basso: "Non e' per rinfocolare una polemica, ma per
guardare in faccia ai fatti, fino ad oggi gli unici risultati clinici sono
stati ottenuti utilizzando le cellule staminali adulte, ossia quelle che
gia' ci sono nei tessuti degli organi dell'uomo e li stanno perche' e'
loro compito riparare i tessuti, ma che per motivi strani che noi non
conosciamo non riescono a ripararli". Secondo quanto ha affermato il
ministro, "questi sono i fatti. Quanto invece dice l'ideologia, o anche la
speranza, e' che il massimo beneficio si potra' avere dalle cellule
staminali embrionali. E quindi scatta il principio secondo cui il piu'
forte ha ragione sul piu' debole, per cui si usano le cellule staminali
embrionali dell'uomo per curare, si spera, malattie oggi incurabili. Su
questa speranza si basano riviste, dibattiti, accuse, villanie, ingiurie
di ogni genere e grado. E questo significa non aver guardato i fatti ma
aver seguito gli istinti e le emozioni".
Proprio le emozioni, piu'
che i fatti, tuttavia hanno guidato i commenti rilasciati a spron battuto
sull'onda della notizia del bambino talassemico guarito grazie alle
staminali del cordone ombelicale. Il giorno dopo e' Margherita De Bac sul
Corriere della Sera che aggiunge ulteriori notizie. E non sono
proprio ininfluenti. Se non ci fosse stato il ricorso a delle tecniche
di fecondazione assistita per una coppia che non ha problemi di
sterilita' (eventualita' vietata nella legge 40 sulla Pma); se non fosse
stata fatta una diagnosi preimpianto per verificare quali embrioni
erano sani e quali malati di talassemia e quali compatibili con il piccolo
Luca (ancora una eventualita' vietata dalla legge 40 sulla Pma); se non
fosse stata la selezione degli embrioni sani e compatibili da
impiantare nella mamma del piccolo Luca (inutile dire che anche questa
eventualita' e' vietata dalla legge 40 sulla Pma) e se infine non fosse
stato utilizzata la possibilita' di un uso autologo delle staminali
derivate dal sangue del cordone ombelicale (stavolta l'eventualita' e'
vietata dalle ordinanze ministeriali), insomma, se non ci fossero stati
tutti questi se, il piccolo Luca non e' detto che sarebbe guarito. E forse
questi dettagli sarebbero stati utili da dire in conferenza stampa, anche
solo per chiarire che non esiste solo il bianco e il nero. Non esistono
solo i buoni che usano le staminali adulte e guariscono i bambini e
dall'altra parte i cattivi che usano gli embrioni e assomigliano sempre di
piu' ai nazisti. Tutto questo senza nulla togliere alla tecnica
rivoluzionaria e di cui dobbiamo essere grati ai ricercatori del San
Matteo di Pavia e del Policlinico di Milano.
E allora andiamo per
ordine. Una volta esplosa la notizia il primo ad intervenire e' di nuovo
il ministro Sirchia che candidamente spiega che "non era stato informato"
del fatto che la gravidanza gemellare dei fratelli di Luca, il bambino
curato e guarito dalla talassemia, fosse stata generata da una pratica di
fecondazione assistita con preselezione degli embrioni realizzata in
Turchia, "in quanto la coppia, come affermato dal Policlinico S. Matteo di
Pavia, aveva chiesto e ottenuto che la privacy non fosse violata".
"L'evento scientificamente importante e clinicamente rilevante e'
costituito dal fatto che, per la prima volta al mondo, e' stato dimostrato
che le cellule staminali di origine placentare replicate in vitro sono
clinicamente efficaci nell'uomo, consentendo cosi' alla donazione di
sangue placentare di essere utilizzabile non solo nel bambino, ma anche
nell'adulto (cosa oggi impossibile), ampliando in questo modo la
possibilita' di guarigione dei pazienti affetti da malattie del sangue".
"Il fatto che la gravidanza gemellare che ha consentito la raccolta di
cellule staminali sia stata determinata da una pratica di fecondazione
assistita con selezione degli embrioni impiantati (avvenuta nell'agosto
2003) non e' un requisito indispensabile per il risultato scientifico
ottenuto, che e' realizzabile sia pur con probabilita' inferiori, con
donatori nati a seguito di fecondazione naturale".
Qualche
commento
"Tra patetiche precisazioni, mezze ammissioni,
mezze bugie e mezze verita', si trascina una commedia degli equivoci e
degli inganni ormai insostenibile", commenta duro Daniele
Capezzone, segretario di Radicali Italiani. "Non ci sono piu' scusanti
(se mai ve ne sono state): a questo punto, non solo ribadisco la richiesta
di dimissioni (che ho gia' avanzato stamani), ma aggiungo che mi parrebbe
scandalosa ogni mezz'ora che dovesse ancora passare senza che l'inquilino
del Ministero della Salute annunci le sue dimissioni, che mi sembrano
sempre piu' un atto dovuto, e non piu' solo un atto decoroso dopo le
reticenze di tutte queste ore".
"Quando ieri il ministro della
Salute Sirchia ha utilizzato gli ottimi risultati dell’intervento di Pavia
sul bambino talassemico per attaccare la ricerca sulle staminali
embrionali, avevo definito tale atteggiamento come "sporco" e "disonesto",
un insulto agli scienziati e ai malati", rilancia Luca Coscioni,
presidente dell'associazione che porta il suo nome e che si batte per la
liberta' di ricerca scientifica. "La notizia pubblicata sui giornali di
oggi -secondo la quale l’intervento e' stato possibile soltanto grazie al
fatto di aver ricorso precedentemente, all’estero, all’analisi
pre-impianto, una pratica vietata in Italia- mi porta a dire che mi sono
sbagliato: il comportamento di Sirchia non e' stato semplicemente
disonesto, ma anche truffaldino. Oltre a spendere sul piano della
propaganda ideologica il successo dell’intervento -cosa di per se'
gravissima da parte di chi avrebbe il compito di governare
l’organizzazione delle cure nel nostro Paese- Sirchia ha addirittura
occultato il "piccolo particolare" del fatto che la sua legge contro la
fecondazione assistita avrebbe impedito la realizzazione in Italia di
tutte le operazioni necessarie per guarire Luca. Da mesi, come
Associazione Luca Coscioni e Radicali italiani, abbiamo invocato e atteso
prese di distanza nei confronti di Sirchia anche da parte del Governo e
della maggioranza. A questo punto, il Ministro che ha definito la
clonazione terapeutica un crimine contro l’umanita' paragonabile ai campi
di sterminio nazisti, il Ministro che accusa gli scienziati che descrivono
le potenzialita' delle staminali embrionali di essere responsabili del
fatto che milioni di italiani si affidano alle fattucchiere, questo
Ministro della Salute si deve dimettere. Le sue responsabilita', infatti,
non sono soltanto quelle del fondamentalismo da Stato etico che lo ispira
nel governo della cosa pubblica, ma sono anche quelle delle bugie ripetute
e della disinformazione. Se a questo aggiungiamo le domande di Marco
Pannella sui 400 mila Euro destinati al "suo" Ospedale maggiore di Milano
per fare esperimenti sulla crioconservazione degli embrioni cosiddetti
"orfani" –domande alle quali Sirchia non ha finora dato alcuna risposta
convincente, possiamo concludere che la misura e' davvero colma. Come
radicali, e –mi auguro– non solo come radicali, non ci limitiamo ad
attendere un’iniziativa immediata, che pure auspichiamo, da parte del
Presidente del Consiglio e della maggioranza di governo. Infatti, ora
disponiamo anche dello strumento dei referendum abrogativi della legge
contro la fecondazione assistita: firmare i referendum oggi significa non
solo firmare per nuove politiche, ma anche firmare per un nuovo Ministro
della Salute".
"Incompetenza o malafede. Il ministro Sirchia o non
sapeva, ed e' grave, o ha cercato di truccare le carte e ha mentito: come
puo' occuparsi della salute delle persone un ministro cosi'? Riferisca in
Parlamento e con umilta' vada a casa". Lo ha affermato Barbara
Pollastrini, coordinatrice delle Donne Ds e componente della
segreteria nazionale, in merito alla gestione della vicenda del bambino
talassemico guarito dal trapianto di cellule staminali. "Il ministro
Sirchia continua a lasciare esterrefatti. Durante l'estate propone di
modificare la legge 194. Ora, omette di dire che con questa legge sulla
fecondazione assistita Luca, in Italia, non potrebbe essere curato. Non
dice ai cittadini il divieto di questa legge sull'analisi prenatale.
Occulta che i fratellini di Luca, dal cui cordone ombelicale sono state
trapiantate le cellule staminali, sono nati in provetta per amore dei
genitori, corsi in un altro Paese per vedere riconosciute opportunita' che
offrono oggi scienza e medicina". "Anche questa storia di amore e di
speranza alimenta l'impegno a raccogliere centinaia di migliaia di firme
per i referendum. Solo una grande partecipazione puo' dare a questo Paese
una legge umana e giusta".
"Sono felice che la ricerca sulle
staminali e la collaborazione fra due strutture ospedaliere di eccellenza
lombarde come il Policlinico di Milano e il San Matteo di Pavia abbiano
reso possibile la guarigione di Luca", ha dichiarato Fiorenza
Bassoli (Ds), vicepresidente del Consiglio regionale lombardo.
"Bisogna pero' ricordare che questo eccezionale risultato e' stato
possibile solo grazie al fatto che i gemellini donatori sono nati da una
pratica di fecondazione assistita, con una diagnosi preimpianto degli
embrioni. Questa pratica medica che e' stata attuata in Turchia, e'
attualmente vietata dalla legge italiana sulla procreazione medicalmente
assistita. Solo questo precedente ha reso possibile l'operazione condotta
in questi giorni, con successo, fra Pavia e Milano, nonostante il ministro
Sirchia taccia ipocritamente questo importante aspetto scientifico della
questione. Senza la selezione 'genetica' degli embrioni quella coppia di
genitori non avrebbe infatti potuto avere figli sani e compatibili da cui
prelevare le cellule staminali per guarire Luca".
Per il
commissario europeo alla ricerca Philippe Busquin la notizia del
bambino italiano curato grazie alle cellule staminali e' una chiara
dimostrazione che "occorre potenziare il piu' possibile la ricerca sulle
cellule staminali embrionali". Lo ha detto lo stesso commissario Ue, che
nel corso del suo mandato si e' battuto per ottenere il via libera degli
stati membri al finanziamento con fondi europei di progetti di ricerca
sulle cellule staminali embrionali che prevedono il ricorso a embrioni
congelati ottenuti in sovrannumero nell'ambito di tecniche di fecondazione
assistita. Come sottolinea il portavoce di Busquin, Fabio Fabbi, la
Commissione Ue "ha sempre considerato la ricerca sulle cellule staminali
embrionali una delle frontiere piu' promettenti della scienza in Europa" e
la guarigione del bimbo italiano ottenuta grazie alle cellule staminali
embrionali prelevate dal cordone ombelicale dei fratellini e' un segno che
"questo tipo di ricerca sta dando i suoi frutti". Bruxelles invita pero' a
non penalizzare queste nuove attivita' di ricerca con quadri normativi
troppo rigidi: "e' vero che e' indispensabile un quadro regolamentare
etico rigoroso e severo -osserva Fabbi- ma dobbiamo fare in modo che
questo quadro, di cui gli Stati membri hanno la responsabilita', non
penalizzi questo tipo di ricerca e non la renda sostanzialmente
impossibile".
Grazie alla Lombardia
La
malattia di Luca, era la Talassemia major o morbo di Cooley, una grave
forma di anemia caratterizzata da globuli rossi piu' piccoli, in numero
ridotto e con una minore durata di vita. Malattia che in Italia interessa
un numero di pazienti che oscilla fra 5000 e 8000 individui. Per questo,
alla madre incinta dei due gemelli perfettamente sani, e' stato proposto
il prelievo, alla nascita, del sangue dei cordoni ombelicali per
trasfonderne le cellule staminali al fratellino piu' grande. La speranza,
avveratasi, era che le staminali geneticamente sane avrebbero prodotto
globuli rossi sani anche nel fratello. Delle due unita' di sangue
cordonale raccolto alla nascita dai due gemelli, lo scorso aprile, una
conteneva un buon numero di cellule staminali, mentre l'altra unita' era
piu' povera di "progenitori emopoietici". C'era la possibilita' di
utilizzare solo l'unita' ricca di staminali, ma e' stato deciso di
trapiantarle entrambe, sia l'unita' piu' ricca di cellule "non
manipolate", sia l'altra piu' povera, ma dopo averla congelata e
trasferita alla 'Cell Factory' di Milano, per amplificare il numero delle
sue cellule. A Milano l'unita' di sangue e' stata scongelata il 28
luglio e sono state selezionate le staminali CD34+ (il recettore CD34, che
si trova sulla membrana cellulare, e' l'antigene attraverso il quale e'
possibile selezionarle), che sono state messe in coltura in camera sterile
per 15 giorni, moltiplicandone il numero di 60 volte. Dal 12 agosto,
giorno del doppio trapianto, a oggi, ha affermato Franco Locatelli,
direttore della divisione di Oncoematologia pediatrica del San Matteo di
Pavia, che ha eseguito il trapianto, i riscontri via via ottenuti sulle
condizioni del piccolo paziente "hanno confortato le speranze riposte dai
ricercatori pavesi e milanesi". Le staminali dei fratellini hanno lavorato
e prodotto emoglobina e cellule sane: gia' a partire dal 28 agosto (16/a
giornata dal trapianto) sono stati trovati nel sangue del bambino valori
di globuli bianchi ampiamente protettivi rispetto ai rischi di infezione
(che in questi casi possono portare al mancato successo della terapia e a
volte mettere a rischio la vita del paziente) e due giorni dopo si sono
documentati i primi segni di significativa produzione di globuli rossi.
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni,
ha sottolineato come il trapianto di cellule staminali grazie al quale il
piccolo Luca ha potuto guarire dalla talassemia, trapianto effettuato ieri
al Policlinico San Matteo di Pavia, sia avvenuto in una delle strutture di
eccellenza del sistema sanitario lombardo, terreno ideale per attivita' di
ricerca e cura all'avanguardia. La Giunta regionale finanzia direttamente
ogni anno due centri: la Milano Cord Blood Bank, presso il Policlinico di
Milano, che raccoglie, qualifica, conserva e distribuisce sangue
placentare per i trapianti di midollo osseo che utilizzano le cellule
staminali placentari (1.377.394 euro per il 2003) e il Centro di Raccolta
e Crioconservazione delle cellule staminali placentari presso il San
Matteo di Pavia (1.047.710 euro per il 2003). I numeri dei due centri sono
altrettanto significativi: la Banca di Milano dispone di quasi 5.000
unita' congelate e ha distribuito 65 unita' in Italia e 125 all'estero. Il
centro di Pavia ha 1.200 unita' congelate e ha distribuito una unita' in
Italia e 6 all'estero.
E grazie ad
Istanbul
"Non solo distinguevamo gli embrioni malati da
quelli sani, ma badavamo anche a che i tessuti dei gemelli nascituri
sarebbero stati compatibili con quelli del fratello maggiore (Luca, ndr)",
ha spiegato la dottoressa di Istanbul Semra Kahraman, che ha
collaborato con il medico italiano Francesco Fiorentino. "Si e' trattato
di uno sviluppo medico molto importante. La selezione degli embrioni che
abbiamo effettuato e' stata decisiva. Non solo i due gemelli sono nati in
buona salute e cioe' senza talassemia. Ma, in aggiunta, siamo riusciti a
fare guarire anche il fratello maggiore (Luca,ndr), malato di talassemia",
ha aggiunto la dottoressa Kahraman, una ricercatrice di 47 anni, che
lavora all'ospedale Memorial di Istanbul e che in Turchia e' famosa per la
sua specializzazione in tecniche di microiniezioni e moltiplicazioni di
cellule. "In realta' abbiamo cominciato a praticare questa nuova tecnica 4
anni fa. Da due anni collaboriamo con il dottore italiano Fiorentino, che
ci manda i pazienti da quando due anni fa la selezione degli embrioni in
Italia e' stata proibita per legge", dice Serma. "L'importanza del caso
della coppia italiana (portatrice di talassemia, ndr) in questione e' che
non solo abbiamo salvato i nuovi bambini gemelli facendoli nascere sani,
ma abbiamo salvato anche il fratellino maggiore". "Il problema di queste
situazioni e' che non si puo' sapere se un bambino nascera' sano o malato
prima del terzo o quarto mese di gravidanza. Cio' rende necessaria in
questi casi l'inseminazione artificiale". "La coppia italiana e' venuta da
noi a Istanbul lo scorso agosto. Avevano un bambino affetto da talassemia
(Luca che allora aveva circa 4 anni) e volevano avere un altro bambino.
Attraverso microiniezioni abbiamo effettuato un'inseminazione artificiale
di tre embrioni selezionati in precedenza, non solo col criterio che
dovessero essere sani, ma anche col criterio aggiuntivo che i loro tessuti
fossero perfettamente compatibili con quelli del fratello maggiore",
aggiunge la dottoressa Kahraman. Il volto della ricercatrice si illumina
quando ricorda il momento in cui ha avuto la notizia che il fratello
maggiore era guarito grazie alle cellule staminali prese dal sangue del
cordone ombelicale dei gemelli nati con l'inseminazione artificiale da le
effettuata: "Ho provato una gioia indescrivibile in quel momento", dice.
Nella sua clinica giungono pazienti da varie parti del mondo in cui la
selezione degli embrioni o e' proibita come in Italia e in Germania,
oppure dove non vi sono medici attrezzati e specializzati in queste
tecniche. In Turchia la tecnica e' perfettamente legale. L'unica
proibizione esistente riguarda la predeterminazione del sesso del
nascituro. Vi sono equipe di specialisti attrezzati in varie citta'
turche. A Istanbul la tecnica di selezione embrionale a fini di
prevenzione di malattie ereditarie si pratica, oltre che al Memorial della
dottoressa Kahraman, anche all'American Hospital ed all'International
Hospital.