«Il ministro ha mentito» I genitori di Luca, il bimbo guarito dalla talassemia, si erano sottoposti a una tecnica di procreazione assistita vietata in Italia.
Fonte: il manifesto - 08 Settembre 2004Abstract
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manifesto - 08 Settembre 2004 |
FECONDAZIONE |
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«Il ministro ha mentito»
I genitori di Luca, il bimbo guarito
dalla talassemia, si erano sottoposti a una tecnica di
procreazione assistita vietata in Italia. Il ministro: «Non
sapevo niente». Nessuno gli crede
C.L.
Un «evento storico» certo, come si è
affrettato a definirlo il ministro della Salute Girolamo Sirchia,
ma reso possibile grazie a una tecnica vietata in Italia. Ci
sarebbe una verità meno nobile e bella di quella scientifica
dietro il trapianto di cellule staminali che ha reso possibile
la guarigione di Luca, un bambino di 5 anni affetto da
talassemia. I due gemelli dai cui cordoni ombelicali sono state
prelevate le cellule staminali utilizzate nell'operazione,
sarebbero stati infatti concepiti al termine di un ciclo di
fecondazione artificiale compiuto in Turchia e dopo un'analisi
preimpianto degli embrioni. E fin qui non ci sarebbe niente di
male, se non fosse che proprio la selezione degli embrioni prima
dell'impianto è uno dei punti categoricamente vietati dalla
recente legge sulla fecondazione artificiale voluta e,
ostinatamente, difesa dallo stesso Sirchia, che pure lunedì non
ha esitato un attimo a farsi carico del successo scientifico
ottenuto dai medici del San Matteo di Pavia. Ieri sera, dopo una
giornata trascorsa in un imbarazzante silenzio, mentre da più
parti si chiedevano le sue dimissioni, Sirchia ha negato di aver
saputo della fecondazione artificiale compiuta in Turchia.
Un'autodifesa che non convince però il diessino Lanfranco Turci,
che racconta una versione differente: «Voci insistenti - spiega
infatti il parlamentare - dicono che Sirchia, prima della
conferenza stampa di ieri (lunedì, ndr) al Policlinico
di Milano, abbia suggerito che si tacesse sul fatto che i due
gemelli donatori erano nati anche grazie alla fecondazione
assistita, accompagnata da un esame pre-impianto e dalla
selezione degli embrioni sani. Se queste voci sono vere -
conclude Turci - il ministro si sarebbe reso responsabile di un
comportamento incompatibile con il suo ruolo».
La bufera su Sirchia comincia di buon mattino, non appena si
diffonde in maniera più precisa la storia dei genitori del
piccolo Luca e dei suoi fratelli gemelli concepiti «su misura»
in un laboratorio di Istanbul. Compreso il «particolare» non
certo secondario dell'analisi preimpianto degli embrioni. I
primi ad attaccare il titolare della Salute sono i radicali. «Sirchia
- dice il segretario Daniele Capezzone - ieri indossava le penne
del pavone dopo lo splendido intervento di Pavia, ma non si è
fatto scrupolo di celare questo episodio, ingannando medici,
malati e cittadini. E' ora che il ministro si dimetta». E nel
pomeriggio i radicali hanno manifestato davanti Montecitorio.
Prende le distanze anche la collega di governo Stefania
Prestigiacomo. «Con la nuova legge sulla procreazione i
gemellini sani non sarebbero mai nati e il loro fratellino
sarebbe stato condannato alla morte», ammette il ministro per
le Pari opportunità, che pure in passato ha votato la legge. Un
testo superato dagli eventi anche secondo Prestigiacomo, che
adesso chiede di modificarlo.
Sulla vicenda intervengono anche due dei principali protagonisti
scientifici, come Franco Locatelli e Francesco Fiorentino. Il
primo è il direttore della Divisione oncoematologia del
Policlinico San Matteo di Pavia, dove si è svolto il trapianto.
«Se finora ho taciuto - spiega - è solo per rispettare la
privacy della madre del piccolo, che mi ha chiesto di non dare
particolari su concepimento dei bambini». Il secondo è invece
il biologo molecolare che ha praticato la fecondazione assistita
e diagnosi preimpianto sulla coppia portatrice di talassemia e
che ieri si è detto molto stupito nel vedere che, presentando
l'intervento alla stampa. il ricorso alla diagnosi pre-impianto
era stato taciuto. «In questo caso la scienza ha permesso ai
genitori di evitare la roulette russa che incombe, in natura,
sui portatori sani di una malattia che vogliono un figlio», ha
spiegato il medico, per il quale l'aver taciuto le tecniche
adottate può rivelarsi un boomerang: «Che cosa si vuole
nascondere?», si è chiesto Fiorentino.
La polemica intorno al comportamento tenuto dal ministro intanto
cresce. I Verdi chiedono a Sirchia di riferire in parlamento,
mentre richieste di dimissioni vengono avanzate sia da
Alessandra Mussolini (che chiede anche quelli di Prestigiacomo
perché in «malafede») che dalla parlamentare dei Ds Barbara
Pollastrini: «Incompetenza o malafede - dice la diessina -. Il
ministro Sirchia o non sapeva, ed è grave, o ha cercato di
truccare le carte e ha mentito: come può occuparsi della salute
delle persone un ministro così?».
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Data pubblicazione: 9/8/2004 |