È una bimba di Rieti il primo bebè al mondo nato sano grazie alla diagnosi genetica fatta prima del concepimento
Fonte: Il MattinoAbstract
ENRICA BATTIFOGLIA Roma. È una bimba di Rieti il primo bebè al mondo nato sano grazie alla diagnosi genetica fatta prima del concepimento, analizzando una struttura transitoria dell’ovocita che contiene la copia speculare del Dna della donna. L’annuncio è stato dato a Roma, nel congresso della Federazione italiana di ostetricia e ginecologia. «Non pensiamo di avere risolto tutti i problemi dell’analisi pre-impianto, ma questa è la via italiana», ha detto il ginecologo Massimo Moscarini, del Sant’Andrea di Roma, che ha messo a punto la tecnica con la collega Donatella Caserta, de «La Sapienza» e con il biologo Francesco Fiorentino, del laboratorio Genoma. La fecondazione assitita, invece, è stata eseguita da Ermanno Greco, dello European Hospital, L’analisi genetica è stata condotta sul primo globulo polare, la struttura che si forma nell’ovocita durante l’ovulazione: racchiude una copia del Dna della donna e viene espulso nel processo di maturazione. La sua analisi genetica permette quindi di cercare le mutazioni legate alla malattia - in questo caso la malattia di Charcot-Marie-Tooth - di cui è portatrice la donna. Se invece il portatore è l’uomo, spiega Fiorentino, avere un ovocita sano fa in modo che la mutazione eventualmente trasmessa dal padre sia recessiva: il bambino nascerebbe portatore sano della malattia e non malato. Alcuni Paesi, come la Germania, usano questa tecnica ma solo a fecondazione avvenuta, in Italia non si può fare perché per la legge 40 l’embrione si forma con il concepimento. Perciò i ricercatori, per quanto convinti che non c’è tecnica migliore della diagnosi pre-impianto sull’embrione - vietata dalla legge 40 - hanno trovato il modo per analizzare il globulo polare prima della fecondazione evitando così che le coppie a rischio di trasmettere al figlio una malattia ereditaria debbano rivolgersi all’estero. Con la tecnica (costo 5mila euro), pubblicata su «Prenatal Diagnosis» altri due bimbi - uno a rischio di talassemia, l’altro della sindrome dell’X-fragile - nasceranno fra sei mesi. Secondo Carlo Flamigni, pioniere della fecondazione artificiale, la tecnica, in uso da anni a Chicago, non sarebbe affidabile.
Data pubblicazione: 7/11/2008 |