Italia. Le staminali guariscono il piccolo Luca dalla talassemia, ma…
Fonte: Cellule Staminali notiziario quattordicinale sulla clonazione terapeutica 17 Settembre 2004Abstract
Cellule
Staminali (http://staminali.aduc.it),
notiziario quattordicinale sulla clonazione terapeutica
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ADUC
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Anno III
Numero 70 del 17 Settembre 2004
Italia. Le staminali guariscono il piccolo Luca dalla talassemia, ma…
In una fase dello scontro, tutto italiano, tra "staminali adulte
vs staminali embrionali", si e' verificato un episodio che la dice
lunga sullo status attuale della situazione legislativa e della ricerca
italiana.
Il 6 settembre viene rilanciata una notizia, una bella notizia. "Le
cellule staminali del sangue placentare di due gemelli hanno guarito dalla
talassemia il fratellino di 5 anni. E' accaduto presso l'oncologia
pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia dove e' stato effettuato il
trapianto, il primo al mondo con queste caratteristiche".
Poi arrivano i dettagli illustrati in una conferenza stampa alla presenza
del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, presso il Centro
Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti del Policlinico di Milano
presso la cui 'Cell Factory' e' stato amplificato il numero delle staminali
ricavate dalla placenta di uno dei due gemelli.
Quello effettuato a Pavia, come ha spiegato il professor Franco Locatelli,
direttore dell'oncoematologia pediatrica dell'IRCCS San Matteo, e' "il
primo trapianto di sangue cordonale, in Italia, dopo procedura di espansione
in vitro". La particolarita' che lo rende unico al mondo deriva dal
fatto che per il trapianto sono state utilizzate due unita' di sangue
placentare. Una di esse, prelevata da uno dei gemelli, non manipolata
perche' ricca di staminali; l'altra, ricavata dalla placenta dell'altro
fratellino, meno ricca di staminali, prima del trapianto e' stata invece
sottoposta per 15 giorni a una procedura di amplificazione del numero di
cellule presso la 'Cell Factory' 'Franco Calori' dell'IRCCS Ospedale
Maggiore Policlinico di Milano.
"Un risultato storico -lo definisce il ministro Sirchia- che apre
interessanti prospettive per il trapianto di staminali nell'adulto",
perche' grazie a questa procedura e' stato possibile ottenere informazioni
di straordinaria utilita' sul contributo delle cellule sottoposte a
procedura di espansione, per la ricostituzione delle componenti del sangue
del paziente.
Avrebbe potuto fermarsi qua, invece il ministro ha deciso di tirare un colpo
basso: "Non e' per rinfocolare una polemica, ma per guardare in faccia
ai fatti, fino ad oggi gli unici risultati clinici sono stati ottenuti
utilizzando le cellule staminali adulte, ossia quelle che gia' ci sono nei
tessuti degli organi dell'uomo e li stanno perche' e' loro compito riparare
i tessuti, ma che per motivi strani che noi non conosciamo non riescono a
ripararli". Secondo quanto ha affermato il ministro, "questi sono
i fatti. Quanto invece dice l'ideologia, o anche la speranza, e' che il
massimo beneficio si potra' avere dalle cellule staminali embrionali. E
quindi scatta il principio secondo cui il piu' forte ha ragione sul piu'
debole, per cui si usano le cellule staminali embrionali dell'uomo per
curare, si spera, malattie oggi incurabili. Su questa speranza si basano
riviste, dibattiti, accuse, villanie, ingiurie di ogni genere e grado. E
questo significa non aver guardato i fatti ma aver seguito gli istinti e le
emozioni".
Proprio le emozioni, piu' che i fatti, tuttavia hanno guidato i commenti
rilasciati a spron battuto sull'onda della notizia del bambino talassemico
guarito grazie alle staminali del cordone ombelicale. Il giorno dopo e'
Margherita De Bac sul Corriere della Sera che aggiunge ulteriori
notizie.
E non sono proprio ininfluenti. Se non ci fosse stato il ricorso a delle tecniche
di fecondazione assistita per una coppia che non ha problemi di
sterilita' (eventualita' vietata nella legge 40 sulla Pma); se non fosse
stata fatta una diagnosi preimpianto per verificare quali embrioni
erano sani e quali malati di talassemia e quali compatibili con il piccolo
Luca (ancora una eventualita' vietata dalla legge 40 sulla Pma); se non
fosse stata la selezione degli embrioni sani e compatibili da
impiantare nella mamma del piccolo Luca (inutile dire che anche questa
eventualita' e' vietata dalla legge 40 sulla Pma) e se infine non fosse
stato utilizzata la possibilita' di un uso autologo delle staminali
derivate dal sangue del cordone ombelicale (stavolta l'eventualita' e'
vietata dalle ordinanze ministeriali), insomma, se non ci fossero stati
tutti questi se, il piccolo Luca non e' detto che sarebbe guarito. E forse
questi dettagli sarebbero stati utili da dire in conferenza stampa, anche
solo per chiarire che non esiste solo il bianco e il nero. Non esistono solo
i buoni che usano le staminali adulte e guariscono i bambini e dall'altra
parte i cattivi che usano gli embrioni e assomigliano sempre di piu' ai
nazisti. Tutto questo senza nulla togliere alla tecnica rivoluzionaria e di
cui dobbiamo essere grati ai ricercatori del San Matteo di Pavia e del
Policlinico di Milano.
E allora andiamo per ordine. Una volta esplosa la notizia il primo ad
intervenire e' di nuovo il ministro Sirchia che candidamente spiega che
"non era stato informato" del fatto che la gravidanza gemellare
dei fratelli di Luca, il bambino curato e guarito dalla talassemia, fosse
stata generata da una pratica di fecondazione assistita con preselezione
degli embrioni realizzata in Turchia, "in quanto la coppia, come
affermato dal Policlinico S. Matteo di Pavia, aveva chiesto e ottenuto che
la privacy non fosse violata". "L'evento scientificamente
importante e clinicamente rilevante e' costituito dal fatto che, per la
prima volta al mondo, e' stato dimostrato che le cellule staminali di
origine placentare replicate in vitro sono clinicamente efficaci nell'uomo,
consentendo cosi' alla donazione di sangue placentare di essere utilizzabile
non solo nel bambino, ma anche nell'adulto (cosa oggi impossibile),
ampliando in questo modo la possibilita' di guarigione dei pazienti affetti
da malattie del sangue". "Il fatto che la gravidanza gemellare che
ha consentito la raccolta di cellule staminali sia stata determinata da una
pratica di fecondazione assistita con selezione degli embrioni impiantati
(avvenuta nell'agosto 2003) non e' un requisito indispensabile per il
risultato scientifico ottenuto, che e' realizzabile sia pur con probabilita'
inferiori, con donatori nati a seguito di fecondazione naturale".
Qualche commento
"Tra patetiche precisazioni, mezze ammissioni, mezze bugie e mezze
verita', si trascina una commedia degli equivoci e degli inganni ormai
insostenibile", commenta duro Daniele Capezzone, segretario di
Radicali Italiani. "Non ci sono piu' scusanti (se mai ve ne sono
state): a questo punto, non solo ribadisco la richiesta di dimissioni (che
ho gia' avanzato stamani), ma aggiungo che mi parrebbe scandalosa ogni
mezz'ora che dovesse ancora passare senza che l'inquilino del Ministero
della Salute annunci le sue dimissioni, che mi sembrano sempre piu' un atto
dovuto, e non piu' solo un atto decoroso dopo le reticenze di tutte queste
ore".
"Quando ieri il ministro della Salute Sirchia ha utilizzato gli ottimi
risultati dell’intervento di Pavia sul bambino talassemico per attaccare
la ricerca sulle staminali embrionali, avevo definito tale atteggiamento
come "sporco" e "disonesto", un insulto agli scienziati
e ai malati", rilancia Luca Coscioni, presidente
dell'associazione che porta il suo nome e che si batte per la liberta' di
ricerca scientifica.
"La notizia pubblicata sui giornali di oggi -secondo la quale
l’intervento e' stato possibile soltanto grazie al fatto di aver ricorso
precedentemente, all’estero, all’analisi pre-impianto, una pratica
vietata in Italia- mi porta a dire che mi sono sbagliato: il comportamento
di Sirchia non e' stato semplicemente disonesto, ma anche truffaldino. Oltre
a spendere sul piano della propaganda ideologica il successo
dell’intervento -cosa di per se' gravissima da parte di chi avrebbe il
compito di governare l’organizzazione delle cure nel nostro Paese- Sirchia
ha addirittura occultato il "piccolo particolare" del fatto che la
sua legge contro la fecondazione assistita avrebbe impedito la realizzazione
in Italia di tutte le operazioni necessarie per guarire Luca. Da mesi, come
Associazione Luca Coscioni e Radicali italiani, abbiamo invocato e atteso
prese di distanza nei confronti di Sirchia anche da parte del Governo e
della maggioranza. A questo punto, il Ministro che ha definito la clonazione
terapeutica un crimine contro l’umanita' paragonabile ai campi di
sterminio nazisti, il Ministro che accusa gli scienziati che descrivono le
potenzialita' delle staminali embrionali di essere responsabili del fatto
che milioni di italiani si affidano alle fattucchiere, questo Ministro della
Salute si deve dimettere. Le sue responsabilita', infatti, non sono soltanto
quelle del fondamentalismo da Stato etico che lo ispira nel governo della
cosa pubblica, ma sono anche quelle delle bugie ripetute e della
disinformazione. Se a questo aggiungiamo le domande di Marco Pannella sui
400 mila Euro destinati al "suo" Ospedale maggiore di Milano per
fare esperimenti sulla crioconservazione degli embrioni cosiddetti
"orfani" –domande alle quali Sirchia non ha finora dato alcuna
risposta convincente, possiamo concludere che la misura e' davvero colma.
Come radicali, e –mi auguro– non solo come radicali, non ci limitiamo ad
attendere un’iniziativa immediata, che pure auspichiamo, da parte del
Presidente del Consiglio e della maggioranza di governo. Infatti, ora
disponiamo anche dello strumento dei referendum abrogativi della legge
contro la fecondazione assistita: firmare i referendum oggi significa non
solo firmare per nuove politiche, ma anche firmare per un nuovo Ministro
della Salute".
"Incompetenza o malafede. Il ministro Sirchia o non sapeva, ed e'
grave, o ha cercato di truccare le carte e ha mentito: come puo' occuparsi
della salute delle persone un ministro cosi'? Riferisca in Parlamento e con
umilta' vada a casa". Lo ha affermato Barbara Pollastrini,
coordinatrice delle Donne Ds e componente della segreteria nazionale, in
merito alla gestione della vicenda del bambino talassemico guarito dal
trapianto di cellule staminali. "Il ministro Sirchia continua a
lasciare esterrefatti. Durante l'estate propone di modificare la legge 194.
Ora, omette di dire che con questa legge sulla fecondazione assistita Luca,
in Italia, non potrebbe essere curato. Non dice ai cittadini il divieto di
questa legge sull'analisi prenatale. Occulta che i fratellini di Luca, dal
cui cordone ombelicale sono state trapiantate le cellule staminali, sono
nati in provetta per amore dei genitori, corsi in un altro Paese per vedere
riconosciute opportunita' che offrono oggi scienza e medicina".
"Anche questa storia di amore e di speranza alimenta l'impegno a
raccogliere centinaia di migliaia di firme per i referendum. Solo una grande
partecipazione puo' dare a questo Paese una legge umana e giusta".
"Sono felice che la ricerca sulle staminali e la collaborazione fra due
strutture ospedaliere di eccellenza lombarde come il Policlinico di Milano e
il San Matteo di Pavia abbiano reso possibile la guarigione di Luca",
ha dichiarato Fiorenza Bassoli (Ds), vicepresidente del Consiglio
regionale lombardo. "Bisogna pero' ricordare che questo eccezionale
risultato e' stato possibile solo grazie al fatto che i gemellini donatori
sono nati da una pratica di fecondazione assistita, con una diagnosi
preimpianto degli embrioni. Questa pratica medica che e' stata attuata in
Turchia, e' attualmente vietata dalla legge italiana sulla procreazione
medicalmente assistita. Solo questo precedente ha reso possibile
l'operazione condotta in questi giorni, con successo, fra Pavia e Milano,
nonostante il ministro Sirchia taccia ipocritamente questo importante
aspetto scientifico della questione. Senza la selezione 'genetica' degli
embrioni quella coppia di genitori non avrebbe infatti potuto avere figli
sani e compatibili da cui prelevare le cellule staminali per guarire
Luca".
Per il commissario europeo alla ricerca Philippe Busquin la notizia
del bambino italiano curato grazie alle cellule staminali e' una chiara
dimostrazione che "occorre potenziare il piu' possibile la ricerca
sulle cellule staminali embrionali". Lo ha detto lo stesso commissario
Ue, che nel corso del suo mandato si e' battuto per ottenere il via libera
degli stati membri al finanziamento con fondi europei di progetti di ricerca
sulle cellule staminali embrionali che prevedono il ricorso a embrioni
congelati ottenuti in sovrannumero nell'ambito di tecniche di fecondazione
assistita. Come sottolinea il portavoce di Busquin, Fabio Fabbi, la
Commissione Ue "ha sempre considerato la ricerca sulle cellule
staminali embrionali una delle frontiere piu' promettenti della scienza in
Europa" e la guarigione del bimbo italiano ottenuta grazie alle cellule
staminali embrionali prelevate dal cordone ombelicale dei fratellini e' un
segno che "questo tipo di ricerca sta dando i suoi frutti".
Bruxelles invita pero' a non penalizzare queste nuove attivita' di ricerca
con quadri normativi troppo rigidi: "e' vero che e' indispensabile un
quadro regolamentare etico rigoroso e severo -osserva Fabbi- ma dobbiamo
fare in modo che questo quadro, di cui gli Stati membri hanno la
responsabilita', non penalizzi questo tipo di ricerca e non la renda
sostanzialmente impossibile".
Grazie alla Lombardia
La malattia di Luca, era la Talassemia major o morbo di Cooley, una grave
forma di anemia caratterizzata da globuli rossi piu' piccoli, in numero
ridotto e con una minore durata di vita. Malattia che in Italia interessa un
numero di pazienti che oscilla fra 5000 e 8000 individui. Per questo, alla
madre incinta dei due gemelli perfettamente sani, e' stato proposto il
prelievo, alla nascita, del sangue dei cordoni ombelicali per trasfonderne
le cellule staminali al fratellino piu' grande. La speranza, avveratasi, era
che le staminali geneticamente sane avrebbero prodotto globuli rossi sani
anche nel fratello.
Delle due unita' di sangue cordonale raccolto alla nascita dai due gemelli,
lo scorso aprile, una conteneva un buon numero di cellule staminali, mentre
l'altra unita' era piu' povera di "progenitori emopoietici". C'era
la possibilita' di utilizzare solo l'unita' ricca di staminali, ma e' stato
deciso di trapiantarle entrambe, sia l'unita' piu' ricca di cellule
"non manipolate", sia l'altra piu' povera, ma dopo averla
congelata e trasferita alla 'Cell Factory' di Milano, per amplificare il
numero delle sue cellule.
A Milano l'unita' di sangue e' stata scongelata il 28 luglio e sono state
selezionate le staminali CD34+ (il recettore CD34, che si trova sulla
membrana cellulare, e' l'antigene attraverso il quale e' possibile
selezionarle), che sono state messe in coltura in camera sterile per 15
giorni, moltiplicandone il numero di 60 volte.
Dal 12 agosto, giorno del doppio trapianto, a oggi, ha affermato Franco
Locatelli, direttore della divisione di Oncoematologia pediatrica del
San Matteo di Pavia, che ha eseguito il trapianto, i riscontri via via
ottenuti sulle condizioni del piccolo paziente "hanno confortato le
speranze riposte dai ricercatori pavesi e milanesi". Le staminali dei
fratellini hanno lavorato e prodotto emoglobina e cellule sane: gia' a
partire dal 28 agosto (16/a giornata dal trapianto) sono stati trovati nel
sangue del bambino valori di globuli bianchi ampiamente protettivi rispetto
ai rischi di infezione (che in questi casi possono portare al mancato
successo della terapia e a volte mettere a rischio la vita del paziente) e
due giorni dopo si sono documentati i primi segni di significativa
produzione di globuli rossi.
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha
sottolineato come il trapianto di cellule staminali grazie al quale il
piccolo Luca ha potuto guarire dalla talassemia, trapianto effettuato ieri
al Policlinico San Matteo di Pavia, sia avvenuto in una delle strutture di
eccellenza del sistema sanitario lombardo, terreno ideale per attivita' di
ricerca e cura all'avanguardia. La Giunta regionale finanzia direttamente
ogni anno due centri: la Milano Cord Blood Bank, presso il Policlinico di
Milano, che raccoglie, qualifica, conserva e distribuisce sangue placentare
per i trapianti di midollo osseo che utilizzano le cellule staminali
placentari (1.377.394 euro per il 2003) e il Centro di Raccolta e
Crioconservazione delle cellule staminali placentari presso il San Matteo di
Pavia (1.047.710 euro per il 2003). I numeri dei due centri sono altrettanto
significativi: la Banca di Milano dispone di quasi 5.000 unita' congelate e
ha distribuito 65 unita' in Italia e 125 all'estero. Il centro di Pavia ha
1.200 unita' congelate e ha distribuito una unita' in Italia e 6 all'estero.
E grazie ad Istanbul
"Non solo distinguevamo gli embrioni malati da quelli sani, ma badavamo
anche a che i tessuti dei gemelli nascituri sarebbero stati compatibili con
quelli del fratello maggiore (Luca, ndr)", ha spiegato la dottoressa di
Istanbul Semra Kahraman, che ha collaborato con il medico italiano
Francesco Fiorentino. "Si e' trattato di uno sviluppo medico molto
importante. La selezione degli embrioni che abbiamo effettuato e' stata
decisiva. Non solo i due gemelli sono nati in buona salute e cioe' senza
talassemia. Ma, in aggiunta, siamo riusciti a fare guarire anche il fratello
maggiore (Luca,ndr), malato di talassemia", ha aggiunto la dottoressa
Kahraman, una ricercatrice di 47 anni, che lavora all'ospedale Memorial di
Istanbul e che in Turchia e' famosa per la sua specializzazione in tecniche
di microiniezioni e moltiplicazioni di cellule. "In realta' abbiamo
cominciato a praticare questa nuova tecnica 4 anni fa. Da due anni
collaboriamo con il dottore italiano Fiorentino, che ci manda i pazienti da
quando due anni fa la selezione degli embrioni in Italia e' stata proibita
per legge", dice Serma. "L'importanza del caso della coppia
italiana (portatrice di talassemia, ndr) in questione e' che non solo
abbiamo salvato i nuovi bambini gemelli facendoli nascere sani, ma abbiamo
salvato anche il fratellino maggiore". "Il problema di queste
situazioni e' che non si puo' sapere se un bambino nascera' sano o malato
prima del terzo o quarto mese di gravidanza. Cio' rende necessaria in questi
casi l'inseminazione artificiale". "La coppia italiana e' venuta
da noi a Istanbul lo scorso agosto. Avevano un bambino affetto da talassemia
(Luca che allora aveva circa 4 anni) e volevano avere un altro bambino.
Attraverso microiniezioni abbiamo effettuato un'inseminazione artificiale di
tre embrioni selezionati in precedenza, non solo col criterio che dovessero
essere sani, ma anche col criterio aggiuntivo che i loro tessuti fossero
perfettamente compatibili con quelli del fratello maggiore", aggiunge
la dottoressa Kahraman. Il volto della ricercatrice si illumina quando
ricorda il momento in cui ha avuto la notizia che il fratello maggiore era
guarito grazie alle cellule staminali prese dal sangue del cordone
ombelicale dei gemelli nati con l'inseminazione artificiale da le
effettuata: "Ho provato una gioia indescrivibile in quel momento",
dice. Nella sua clinica giungono pazienti da varie parti del mondo in cui la
selezione degli embrioni o e' proibita come in Italia e in Germania, oppure
dove non vi sono medici attrezzati e specializzati in queste tecniche. In
Turchia la tecnica e' perfettamente legale. L'unica proibizione esistente
riguarda la predeterminazione del sesso del nascituro. Vi sono equipe di
specialisti attrezzati in varie citta' turche. A Istanbul la tecnica di
selezione embrionale a fini di prevenzione di malattie ereditarie si
pratica, oltre che al Memorial della dottoressa Kahraman, anche all'American
Hospital ed all'International Hospital.
Donatella Poretti
Data pubblicazione: 17/9/2004 |