NATO BIMBO SENZA
TALASSEMIA GRAZIE A SELEZIONE OVOCITI
E' nato "con parto naturale da pochi
giorni, pesa più di tre chili ed è un
maschietto. E' il primo bimbo venuto al
mondo da genitori portatori di anemia
mediterranea, senza la malattia grazie
alla selezione ovocitaria". A darne
notizia è Ermanno Greco, direttore del
Centro di medicina della riproduzione
dell'European Hospital di Roma
e il Dr. Francesco Fiorentino, direttore
del laboratorio Genoma di Roma. La
tecnica Icsi è stata effettuata solo su
ovociti precedentemente diagnosticati
come sani, grazie a una particolare
diagnosi genetica messa a punto ed
effettuata dall'equipe del dr. Francesco
Fiorentino.
"Grazie a tale tecnica - spiega Greco
- abbiamo potuto trasferire nella madre
del bambino due embrioni sani, che hanno
dato luogo ad una gravidanza singola. Si
tratta di un risultato molto importante
- sottolinea - innanzitutto per un
motivo di carattere sociale, perché
l'anemia mediterranea costituisce la
malattia monogenetica più diffusa al
mondo: in Italia in particolare ci sono
almeno 3.000.000 di portatori,
concentrati soprattutto in Sardegna,
Sicilia, Delta del Po, Calabria e
Puglia, con circa 7.000 malati. Il costo
per la terapia di un paziente
talassemico, come evidenziato da una
recente ricerca multicentrica, è di
circa 1.200-1.500 euro al mese, quindi
notevole è l'impatto economico sulla
sanità pubblica". Non solo.
"In passato - spiega il dr.
Francesco Fiorentino - si poteva
ipotizzare una non efficacia diagnostica
e terapeutica della diagnosi
preconcepimento nei confronti di
malattie 'geneticamente rilevanti', come
appunto l'anemia mediterranea.
D'altronde, che non si tratti di un
risultato casuale lo dimostra il fatto
che sono in corso altre gravidanze in
cui è stata effettuata la selezione
ovocitaria per anemia mediterranea". La
tecnica è stata infatti eseguita "su
trenta pazienti e i risultati in nostro
possesso, presentati all'ultimo
congresso dell'Eshre, hanno evidenziato
il 30% circa di gravidanze su
trasferimento dell'embrione. Un notevole
successo - ribadisce - per una tecnica
considerata fino ad oggi sperimentale,
che può essere applicata a tutte le
patologie ereditarie a trasmissione
femminile".