Negli ultimi anni, lo studio dell'assetto cromosomico degli embrioni per
il trattamento delle coppie infertili che si sottopongono a programmi di
concepimento assistito (FIVET o ICSI), è stato proposto nel tentativo di
migliorare le percentuali di successo delle tecniche di IVF (Fertilizzazione
in vitro) in gruppi di pazienti caratterizzati da una performance
riproduttiva ridotta, ritenuta dipendere dalla presenza, negli embrioni, di
anomalie cromosomiche conosciute anche come aneuploidie, caratterizzate
da un numero maggiore o minore di cromosomi rispetto al numero standard.
La diagnosi preimpianto delle aneuploidie cromosomiche (PGS) viene
in aiuto delle coppie infertili, permettendo il transfer degli embrioni
che all’analisi genetica risulteranno essere privi di anomalie cromosomiche. In
questi casi, la selezione degli embrioni da trasferire in utero si basa non solo
sull’aspetto morfologico degli stessi ma anche sul loro assetto cromosomico, che
riflette la potenzialità di dare origine ad una gravidanza a termine.
In passato, la PGS è stata effettuata analizzando di un numero parziale di
cromosomi (5-9 cromosomi), utilizzando la tecnica di Ibridizazione Fluorescente
In-Situ (FISH). Tale approccio aveva degli importanti limiti tecnici che
hanno inciso significativamente sulle percentuali di successo della procedura:
·
l’analisi veniva effettuata su solo 9 cromosomi che coprono
circa il 70% delle possibili aneuploidie cromosomiche;
·
la tecnica FISH presentava un elevato margine d’errore (~7-10%).
Per ovviare ai limiti sopra esposti, recentemente è stata posta all’attenzione
della comunità scientifica una tecnica diagnostica innovativa, denominata
ibridazione genomica comparativa su microarray (Array-CGH), che
consente di valutare l’intero assetto cromosomico dell’embrione (24 cromosomi).
Tale procedura permette di identificare le aneuploidie a carico dei 22 autosomi
(cromosomi dal nr. 1 al nr. 22) e dei cromosomi sessuali (X e Y), o anche
variazioni del contenuto di piccole porzioni cromosomiche, come amplificazioni
(duplicazioni), delezioni e traslocazioni sbilanciate.
I dati preliminari provenienti dall’applicazione clinica della PGS
mediante tecnica dell’array-CGH si sono rivelati molto promettenti
e, sebbene ancora limitati, spiegano in parte le ragioni delle scarse
percentuali di successo della PGS eseguita con la vecchia tecnologia. I relativi
risultati hanno, infatti, chiaramente dimostrato il coinvolgimento di altri
cromosomi solitamente non analizzati con la tecnica FISH, confermando
l’inadeguatezza a la parzialità di uno screening limitato a soli 9 cromosomi.
(Schoolcraft et al.,2010; Sher et al., 2009; Harper et al., 2010).
I dati relativi alle percentuali di successo sono ancora più sorprendenti.
Schoolcraft e collaboratori hanno riportato l’84.1% di gravidanza
clinica per embryo tranfer e percentuali di impianto del 68,9%
(età materna media 37.7). Sher e collaboratori, invece, hanno riportato il
64% di gravidanza clinica per embryo tranfer (contro il 37%
del campione di controllo) e percentuali di bambini nati per embryo tranfer
del 60% (contro il 33% del campione di controllo), età materna
media 37.6 ± 3.3. In pratica, con la PGS array-CGH si sono raggiunte delle
percentuali di successo di circa il doppio rispetto alla PGS effettuata
con la tecnica FISH.
Alla luce dei risultati scaturiti dai citati studi, nasce l’esigenza, da
parte della comunità scientifica e degli operatori del settore, di confermare
tali dati mediante l’organizzazione di un ampio studio randomizzato (Harper et
al., 2010).
Il ns. Centro, sempre sensibile ad operare secondo criteri scientifici e
di qualità, ha deciso di iniziare uno studio randomizzato volto a dimostrare
l’utilità clinica della PGS mediante la valutazione dell’intero assetto
cromosomico dell’embrione. Tale studio è rivolto a coppie che per motivi di
infertilità, maschile o femminile, devono comunque accedere alle tecniche di
procreazione medicalmente assistita (PMA). A tali pazienti il trial
clinico darebbe l’opportunità di usufruire dei potenziali vantaggi apportati
dalla PGS array-CGH, senza essere gravati dal relativo onere economico. Infatti,
alle coppie reclutate per lo studio randomizzato il costo della diagnosi
preimpianto non verrà addebitato.
Ovviamente, come avviene in qualsiasi studio clinico, ci saranno dei
criteri di inclusione e di esclusione in conseguenza dei quali l’accesso al
trial clinico non sarà consentito a tutti i pazienti indistintamente, bensì
solo a particolari categorie di pazienti con una specifica storia clinica.
Le categorie di pazienti per le quali è stato previsto lo studio in
argomento sono le seguenti:
-
“Età materna avanzata”, pazienti con età uguale o superiore a 37
anni.
-
“Ripetuti fallimenti d'impianto”, pazienti che hanno avuto un
fallimento in tre o più cicli di trattamento FIVET o ICSI, pur avendo
eseguito un trasferimento di embrioni di buona qualità morfologica,
considerati potenzialmente in grado di dare origine ad una gravidanza.
-
“Abortività ricorrente”, pazienti nella cui storia riproduttiva si
annoverano tre o più aborti spontanei, non dovuti a cause “meccaniche” quali
patologie dell'utero (fibromi, malformazioni congenite, etc.), o altri
fattori (es. difetti della coagulazione, autoimmunità, traslocazioni
cromosomiche,etc.).
I pazienti interessati a partecipare allo studio possono fissare un appuntamento
per un colloquio (gratuito) con il Dr. Francesco Fiorentino,
contattando telefonicamente la segreteria di GENOMA al nr. 068811270 o al
numero verde 800-501651, oppure inviando una e-mail all’indirizzo
fiorentino@laboratoriogenoma.it.
Riferimenti bibliografici
·
Schoolcraft WB,
Fragouli E, Stevens J, Munne S, Katz-Jaffe MG, Wells D. Clinical application of
comprehensive chromosomal screening at the blastocyst stage.
Fertil Steril.
2009 (in press)
·
Harper J, Coonen E, De Rycke M,
Fiorentino F, Geraedts J, Goossens V, Harton G, Moutou C, Pehlivan Budak T,
Renwick P, Sengupta S, Traeger-Synodinos J, Vesela K. What next for
preimplantation genetic screening (PGS)?
A position
statement from the ESHRE PGD Consortium steering committee. Hum Reprod. 2010 (in
press)
·
Sher G,
Keskintepe L, Keskintepe M, Maassarani G, Tortoriello D, Brody S. Genetic
analysis of human embryos by metaphase comparative genomic hybridization (mCGH)
improves efficiency of IVF by increasing embryo implantation rate and reducing
multiple pregnancies and spontaneous miscarriages. Fertil
Steril. 2009 Dec;92(6):1886-94